La risonanza al polso
F.P. Journe colloca nel 2000 la presentazione del suo primo Chronomètre à Résonance da polso. La Maison riconduce la ricerca ai precedenti storici del pendolo doppio e dei regolatori a risonanza, associati a Christiaan Huygens, Antide Janvier e Abraham-Louis Breguet. Il principio è trasformato in una soluzione per due indicazioni orarie indipendenti sul quadrante.
Nella descrizione del modello attuale, la risonanza è impiegata senza trasmissione meccanica fra i due bilancieri. Un solo bariletto alimenta entrambi i ruotismi: un differenziale distribuisce l’energia ai due treni e ciascuno integra un remontoir d’égalité di un secondo. F.P. Journe indica un funzionamento isocrono per 28 ore.
Un progetto evoluto nel tempo
Le fonti della Maison mostrano perché occorre distinguere le generazioni. Un articolo Inside del 2018 descrive due movimenti completi che si trasmettono energia per entrare in risonanza; la presentazione del modello aggiornato nel 2020 illustra invece un unico bariletto con differenziale e la risonanza naturale senza trasmissione meccanica fra i bilancieri. Le due descrizioni appartengono a fasi diverse del progetto e non vanno fuse in una sola architettura.
Per la versione tecnica correntemente presentata, la scheda ufficiale indica carica manuale, due quadranti orari — 24 ore a sinistra e 12 ore a destra — e autonomia totale di 42 ore, con durata di marcia efficace di 28 ore circa. Cassa, dimensione, materiale e altre configurazioni vanno verificati sulla specifica variante; questi dati non descrivono automaticamente ogni esemplare storico della linea.