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Ferdinand Berthoud FB 2RE.2: come lavorano fusée e remontoire

Prezzo ufficiale non pubblicato. Nel calibro FB-RE.FC la fusée compensa la coppia del bariletto; il remontoire interviene vicino allo scappamento, un secondo alla volta.

Chronomètre FB 2RE.2 in oro rosa 18 carati con quadrante nero in smalto grand feu. © Ferdinand Berthoud — © Chronométrie Ferdinand Berthoud

Il Ferdinand Berthoud Chronomètre FB 2RE.2 usa due sistemi per regolarizzare la coppia trasmessa nel movimento: una trasmissione a fusée e catena e un remontoire d’égalité che si ricarica ogni secondo. La loro presenza insieme pone una domanda concreta: se il primo dispositivo compensa già la coppia del bariletto, che cosa resta da fare al secondo? La risposta sta nel percorso della forza, dalla molla motrice allo scappamento.

Il caso è quello della referenza in oro rosa con quadrante nero, parte della collezione presentata nel 2020. Prezzo ufficiale non pubblicato: la scheda della maison non indica un importo numerico. Qui interessa soprattutto capire come funziona il calibro FB-RE.FC e perché il suo secondo morto è legato a un problema meccanico più profondo dell’aspetto della lancetta.

  • Referenza: FB 2RE.2, cassa in oro rosa 18 carati e quadrante in smalto grand feu nero; edizione numerata di 10 pezzi.
  • Movimento: FB-RE.FC a carica manuale, con fusée-catena e remontoire d’égalité a un secondo.
  • Autonomia dichiarata: 50 ore; indicazione della riserva sul retro.
  • Frequenza: 18.000 alternanze/ora, equivalenti a 2,5 Hz; secondi morti centrali.
  • Cassa: diametro 44 mm, spessore 14,30 mm, impermeabilità dichiarata 30 metri.
Fondello del Chronomètre FB 2RE.2: calibro FB-RE.FC e indicazione della riserva di marcia. © Ferdinand Berthoud — © Chronométrie Ferdinand Berthoud

Due problemi lungo la stessa catena energetica

Un movimento a carica manuale deve trasmettere l’energia accumulata nella molla del bariletto fino allo scappamento. Quest’ultimo dosa la trasmissione al bilanciere, l’organo che oscilla e partecipa alla misura del tempo. Tra l’accumulo iniziale e l’oscillazione finale ci sono ruote, pignoni, contatti e attriti: parlare della forza all’inizio del percorso non esaurisce ciò che accade alla fine.

Nel FB-RE.FC, il primo problema è la coppia variabile del bariletto durante la scarica. Il secondo riguarda le variazioni residue che si producono quando i denti del ruotismo ingranano. Ferdinand Berthoud li distingue nella nota tecnica del 18 agosto 2020: la fusée uniforma l’alimentazione del treno di ruote; il remontoire interviene più avanti, vicino allo scappamento.

Questa distinzione permette di leggere il calibro come una successione di interventi. Il bariletto fornisce la riserva di energia, la fusée ne compensa l’erogazione lungo la scarica e il remontoire introduce un piccolo accumulo intermedio. Ogni elemento ha una funzione propria. Il fatto che due dispositivi perseguano una maggiore regolarità non significa che agiscano sullo stesso fenomeno.

La fusée: compensare il bariletto che si scarica

La fusée è un organo conico sul quale si avvolge la catena collegata al bariletto. A cambiare è il raggio a cui la catena esercita la trazione. Nella spiegazione della maison, a movimento carico corrisponde l’estremità più stretta della fusée; durante la scarica, mentre la catena si avvolge sul tamburo del bariletto, il punto di trazione procede verso la parte più larga.

Il principio è quello del braccio di leva: a parità di forza, applicarla più lontano dall’asse produce una coppia maggiore. Nel calibro, il raggio crescente deve compensare la forza della molla che diminuisce. Quando la molla è più energica, il braccio è minore; quando l’erogazione cala, il braccio aumenta. La forma della fusée traduce così una variazione della forza in una variazione della leva.

La fusée non crea energia: modifica il modo in cui la coppia viene trasmessa. Il guadagno cercato è una distribuzione più regolare della riserva disponibile, utile a non alimentare il ruotismo con condizioni molto diverse tra la piena carica e la fine dell’autonomia. È questo il primo stadio della gestione energetica, ancora a monte del piccolo accumulatore del remontoire.

La scheda ufficiale del FB 2RE.2 indica una catena lunga 285 mm. La nota del 2020 descrive inoltre bariletto e fusée sospesi, sostenuti da un solo lato, e una fusée rovesciata. Sono caratteristiche dell’architettura concreta del FB-RE.FC: aiutano a riconoscere gli organi nelle immagini, senza cambiare il principio della compensazione attraverso il raggio.

Dettaglio del calibro FB-RE.FC e del remontoire d’égalité sul retro del movimento. © Ferdinand Berthoud — © Chronométrie Ferdinand Berthoud

Il remontoire: un secondo vicino allo scappamento

Anche dopo la compensazione della fusée, il percorso comprende ingranamenti. La maison attribuisce al contatto tra i denti variazioni di coppia inferiori a quelle dovute alla scarica della molla, ma ancora rilevanti rispetto al suo obiettivo cronometrico. Per intervenire in questo punto utilizza il remontoire, disposto concentricamente alla ruota di scappamento.

Il dispositivo ha una piccola molla propria, che immagazzina una quantità limitata di energia e alimenta lo scappamento. Il suo ciclo di ricarica dura un secondo: l’accumulo viene ripristinato periodicamente, anziché chiedere allo scappamento di ricevere direttamente ogni variazione trasmessa dal resto del ruotismo. È un secondo serbatoio di breve durata all’interno del percorso, con un compito diverso dal bariletto principale.

La descrizione ufficiale chiarisce anche la sequenza di ricarica. Una camma triangolare in rubino comanda lo sblocco della leva di arresto dopo l’avanzamento di 2,5 denti della ruota di scappamento; l’energia può allora entrare nel remontoire e preparare il secondo successivo. Questo dato riguarda il meccanismo descritto dalla maison e non il numero dei salti visibili della lancetta.

La piccola molla ha una funzione motrice. L’oscillazione che scandisce il tempo appartiene al bilanciere: non si deve confondere il remontoire con la spirale dell’organo regolatore soltanto perché entrambi impiegano una molla. Il primo gestisce l’alimentazione dello scappamento; il secondo appartiene all’oscillatore. Separare i ruoli rende più chiaro anche perché un ciclo di ricarica ogni secondo possa convivere con una frequenza del bilanciere di 2,5 Hz.

Quadrante nero in smalto grand feu del FB 2RE.2, con ore, minuti e secondi centrali. © Ferdinand Berthoud — © Chronométrie Ferdinand Berthoud

La seconda morta rende leggibile il ciclo

Sul quadrante, la lancetta centrale dei secondi avanza a passi di un secondo. È la seconda morta, o secondo morto: un modo di rappresentare il tempo che può sembrare semplice guardando solo il quadrante. Nel FB 2RE.2, però, la maison collega questa indicazione al pignone di scappamento, alla ruota di arresto e a un apposito meccanismo di trasmissione verso la lancetta.

Il salto della lancetta e le oscillazioni del bilanciere appartengono quindi a due livelli diversi della lettura. L’indicazione fa vedere un secondo intero; il bilanciere continua a lavorare alla sua frequenza. Dal salto visibile non si può ricavare da solo il ritmo dell’oscillatore, né distinguere tutte le operazioni interne che preparano e rilasciano l’energia.

Un dettaglio lega il display al bilancio energetico: la lancetta dei secondi è in titanio e, secondo la nota tecnica, pesa 0,01 grammi. La maison spiega la scelta con la necessità di ridurre il carico mosso dal remontoire. Anche l’indicazione esterna, dunque, rientra nel ragionamento sul consumo: una lancetta che deve essere messa in moto e arrestata ripetutamente non è un’aggiunta priva di conseguenze.

Cinquanta ore delimitate dall’arresto

La riserva di marcia dichiarata è di 50 ore. Il dato assume un significato particolare perché la nota ufficiale precisa che il bariletto conserva energia per altre ore, ma un sistema di arresto lo blocca fuori dall’intervallo nel quale la maison intende garantire la cronometria. La durata dichiarata riguarda quindi una finestra delimitata dal progetto, non soltanto il momento in cui la molla non sarebbe più capace di muovere nulla.

Il criterio è utile per capire la differenza tra energia residua e autonomia utilizzabile. Una molla può conservare forza senza trovarsi nelle condizioni di erogazione per cui il movimento è stato concepito. L’arresto definisce il confine della finestra di funzionamento scelta dal costruttore; l’indicatore della riserva rende visibile al proprietario quanto resta prima di raggiungerlo.

Nel FB 2RE.2 l’indicazione è sul retro, con una lancetta a freccia. Non compare come una quarta indicazione sul quadrante principale. Questo lascia ore, minuti e secondi al centro, ma richiede di guardare il fondello per leggere la riserva: un’informazione importante in un orologio da caricare manualmente, anche quando il fronte offre solo tre lancette.

Le 50 ore non permettono, da sole, di calcolare uno scarto giornaliero né una prestazione al polso. Descrivono la durata dichiarata all’interno della logica di arresto. Per chi osserva il movimento, collegare questi due aspetti è più istruttivo che trattare la riserva come un numero isolato nella scheda tecnica.

Corona e stop secondi: due gesti distinti

La corona dinamometrica svolge un altro compito nel controllo dell’energia. Secondo Ferdinand Berthoud, il suo sistema disinnesta quando il bariletto è completamente carico. Interviene dunque durante il gesto di carica, al raggiungimento del limite superiore, mentre il sistema di arresto descritto per l’autonomia delimita il funzionamento durante la scarica. Le due funzioni non vanno sovrapposte.

Per la messa all’ora, il calibro dispone di stop secondi al bilanciere. La nota del 2020 spiega che estraendo la corona l’oscillatore si ferma, così da poter sincronizzare l’orologio con un riferimento temporale. Il secondo morto aiuta a leggere il secondo mostrato, mentre lo stop permette di arrestare il movimento per impostarlo: sono due contributi diversi all’uso dell’indicazione.

Sincronizzare bene l’ora di partenza non dimostra quale scarto l’orologio accumulerà in seguito. Allo stesso modo, una corona che disinnesta a piena carica non certifica la regolarità dell’alimentazione durante tutte le ore successive. In questo progetto ogni funzione ha un momento preciso: caricare, erogare, scandire e infine sincronizzare richiedono soluzioni differenti.

La finestra laterale del FB 2RE.2 mostra pilastri, bariletto e catena. © Ferdinand Berthoud — © Chronométrie Ferdinand Berthoud

Tre viste per leggere il movimento

Il quadrante nero in smalto grand feu è costruito su due livelli. Ore e minuti restano al centro insieme ai secondi, senza aprire una vista diretta sulla fusée o sul remontoire. Per capire il percorso dell’energia occorre passare dal fronte al fianco e al retro. La configurazione FB 2RE.2 si riconosce per l’abbinamento tra smalto nero e oro rosa, distinto dalla versione con quadrante bianco.

La finestra in zaffiro sulla carrure, a ore 10, mostra l’architettura a pilastri, il bariletto e la catena. È la vista più vicina al primo stadio del percorso: accumulo principale e trasmissione. La catena visibile aiuta a collocare fisicamente ciò che il quadrante non racconta, ma una fotografia statica non permette di osservare come il punto di trazione cambi lungo l’intera scarica.

Il fondello trasparente porta invece l’attenzione al remontoire e all’indicatore della riserva. Nella vista del movimento, seguire la posizione di questi organi è più utile che contare soltanto le finiture. Il calibro dichiara 1.200 componenti e 58 rubini: numeri che descrivono la costruzione, senza costituire da soli una misura della precisione o della facilità di manutenzione.

Le tre prospettive hanno così compiti complementari: il fronte mostra il risultato temporale, il fianco espone parte dell’alimentazione, il retro rende leggibile il secondo intervento e la riserva. Questa lettura evita di pretendere che una sola immagine del movimento spieghi tutta la catena energetica.

Che cosa significa forza costante in questo caso

“Forza costante” è il termine con cui la maison presenta il sistema. Nel leggere il progetto, è più preciso associarlo allo scopo dei dispositivi e al punto in cui intervengono: la fusée compensa la variazione del bariletto; il remontoire gestisce l’alimentazione vicino allo scappamento, con ricariche a intervalli brevi. L’espressione descrive un obiettivo ingegneristico, senza fornire qui una curva misurata della coppia.

La scheda del FB 2RE.2 dichiara la certificazione di cronometro COSC. È un’informazione distinta dalla spiegazione dei due sistemi. Non consente di assegnare un risultato numerico a ciascun dispositivo, né di dire quanta parte dell’eventuale miglioramento dipenda dalla fusée, dal remontoire, dall’oscillatore o dalla regolazione complessiva.

Questa separazione conta soprattutto quando si confrontano architetture diverse. Aggiungere un remontoire comporta un piccolo accumulatore, organi di comando e un ciclo di ricarica; l’interesse tecnico consiste nel modo in cui questi elementi affrontano un problema. Per stabilire una superiorità quantitativa rispetto a un altro orologio servirebbero condizioni di prova e risultati comparabili, che questa analisi del funzionamento non sostituisce.

Come leggere questo progetto oggi

Il valore del FB 2RE.2 come caso di studio è il rapporto tra fenomeni e soluzioni. Seguendo l’energia dall’inizio alla fine, si incontrano prima la scarica della molla principale, poi la trasmissione attraverso la fusée e il ruotismo, infine il piccolo accumulo periodico vicino allo scappamento. La seconda morta rende visibile un ritmo di un secondo, ma non riassume tutte queste operazioni.

Per comprenderlo basta tenere ferme tre domande: quale variazione si vuole contenere, in quale punto del percorso e per quale intervallo? Alla fusée appartiene la compensazione lungo la scarica del bariletto; al remontoire la gestione dell’energia su un ciclo molto più breve; all’arresto la delimitazione dell’autonomia dichiarata. La corona e lo stop secondi completano il rapporto tra quel progetto e i gesti del proprietario.

La nota che documenta questa costruzione risale al 2020. L’edizione di dieci pezzi descrive la produzione della referenza, senza indicarne la disponibilità attuale. Per apprezzarne l’idea tecnica, la domanda decisiva resta quella iniziale: perché due dispositivi? Perché controllare l’erogazione del bariletto e controllare ciò che arriva allo scappamento sono due passaggi differenti dello stesso viaggio dell’energia.

Documentazione

Fonti e approfondimenti

Documenti ufficiali, riferimenti specialistici e osservazioni richiamati nell’articolo.

  1. Chronomètre FB 2RE — nota tecnica del 18 agosto 2020

    Chronométrie Ferdinand BerthoudConsultata il 7 Ottobre 2026

    Due stadi di gestione della coppia: fusée-catena e remontoire a un secondo. Camma, seconda morta, carico della lancetta, arresto della riserva, corona dinamometrica e sincronizzazione. Fonte storica del 2020, nessuna novità del 2026.
  2. Chronomètre FB 2RE.2 — scheda ufficiale

    Chronométrie Ferdinand BerthoudConsultata il 7 Ottobre 2026

    Identità esatta FB 2RE.2, oro rosa e smalto nero; calibro FB-RE.FC, dimensioni, 50 ore, frequenza, componenti, catena, COSC, corona e stop secondi. Galleria ufficiale. Nessun prezzo numerico nella pagina osservata.