Zaffiro sintetico, non una gemma estratta
Il termine vetro zaffiro indica la copertura trasparente utilizzata in molti orologi. Il materiale è zaffiro sintetico: una forma cristallina del corindone, ossido di alluminio, prodotta industrialmente. Horopedia distingue questo impiego tecnico dallo zaffiro naturale destinato soprattutto alla gioielleria. La parola vetro descrive qui la funzione nell’orologio, non equivale alla composizione di un vetro minerale. Il componente appartiene alla cassa e lascia leggere il quadrante, senza determinare quale calibro si trovi all’interno.
Durezza e produzione
Horopedia riporta una durezza pari a 9 sulla scala di Mohs. Il valore riguarda la resistenza alla scalfittura: non misura ogni possibile danno a un orologio. La lavorazione parte dalla crescita del cristallo, seguita da taglio, lavorazione con utensili diamantati e lucidatura ottica. Possono seguire trattamenti superficiali. La durezza rende impegnativa la lavorazione, ma non annulla la fragilità: lo zaffiro resta un materiale sensibile agli urti. Non va descritto come indistruttibile o garantito contro qualsiasi graffio.
Antiriflesso e resistenza agli urti
Oris descrive lo zaffiro dei propri orologi come altamente resistente ai graffi e più sensibile agli urti rispetto al vetro minerale. Nella stessa spiegazione la Maison distingue il materiale dal rivestimento antiriflesso, spesso applicato sul lato interno per migliorare la visibilità del quadrante. Resistenza alla scalfittura e riduzione dei riflessi non sono dunque sinonimi. La posizione del trattamento va letta nelle specifiche della singola versione: il solo nome zaffiro non dimostra che entrambe le superfici siano rivestite.
Un esempio: Oyster Perpetual
Rolex dichiara per gli Oyster Perpetual attuali un vetro zaffiro con trattamento antiriflesso. Descrive separatamente la costruzione Oyster della cassa e la sua impermeabilità. È importante conservare questa distinzione: il materiale del vetro non stabilisce da solo il limite d’immersione dell’orologio. Né la presenza di zaffiro identifica automaticamente una referenza o una configurazione storica. Per quella precisa dotazione occorre leggere le specifiche del produttore, senza trasferire le caratteristiche di una famiglia a ogni altro modello.