Dal polso alla molla
La carica automatica è un sistema di alimentazione di un movimento meccanico. Il rotore reagisce a gravità e inerzia durante i movimenti dell’orologio; una trasmissione porta energia alla molla motrice nel bariletto. IWC descrive questo passaggio come conversione dell’energia cinetica in energia potenziale della molla.
La catena energetica
IWC distingue la coppia prodotta dal rotore e il riduttore che la trasmette al bariletto. La molla accumula energia; l’automatismo la rifornisce. Non è un moto perpetuo.
Uno o due sensi del rotore
Nella carica bidirezionale sono utilizzati entrambi i sensi del rotore; nella carica unidirezionale uno solo produce carica. Il movimento finale verso la molla può avere una sola direzione anche nel primo caso: non è quello il criterio che distingue i due sistemi.
Due soluzioni documentate
Nel Pellaton illustrato da IWC, un disco eccentrico a forma di cuore aziona una leva; due cricchetti trascinano alternativamente la ruota di carica. MIYOTA descrive invece il recupero dell’energia del ritorno del rotore nei propri movimenti unidirezionali. Il produttore riconosce vantaggi a entrambe le soluzioni: il nome del sistema non stabilisce una graduatoria universale di rendimento.
Carica e autonomia sono dati diversi
La riserva di carica indica l’autonomia senza ulteriore apporto di energia, non il tempo necessario a caricare l’orologio. La carica manuale introduce energia tramite la corona, anziché raccoglierla dai movimenti del polso. Per avviare un automatico fermo valgono le istruzioni del suo produttore, non una procedura identica per tutti i calibri.
Il caso del Rolex 3235
Rolex documenta per il calibro 3235 un rotore Perpetual e circa 70 ore di riserva. La casa collega questa autonomia all’architettura del bariletto e all’efficienza dello scappamento. L’esempio distingue tre informazioni: sistema di carica, energia disponibile e progetto del movimento.